Volume VI, Esecuzioni e crediti
Decreto ingiuntivo: cos’è, quando si chiede, quanto tempo serve
Aggiornata a novembre 2026. A cura dello Studio Legale Spadaro & Ardita.
In breve
Il decreto ingiuntivo è un ordine di pagamento emesso dal giudice su richiesta del creditore, senza una causa ordinaria, quando il credito è provato per iscritto. Il debitore ha quaranta giorni dalla notifica per opporsi: se non lo fa, il decreto diventa definitivo e si può procedere al pignoramento.
Quando si può chiedere
Serve un credito di una somma di denaro determinata, o di cose determinate, provato per iscritto: un contratto, una fattura, un riconoscimento di debito, un assegno.
Per gli imprenditori anche le scritture contabili possono bastare come prova.
I quaranta giorni
Il decreto va notificato al debitore, che ha quaranta giorni per fare opposizione. Con l’opposizione si apre una causa ordinaria.
Senza opposizione il decreto diventa definitivo e vale come titolo per il pignoramento.
Quando si può pignorare subito
Se il credito si fonda su un assegno, una cambiale o un atto notarile, o se c’è pericolo nel ritardo, il giudice può concedere la provvisoria esecuzione: si può agire senza aspettare i quaranta giorni.
Quanto costa
Ci sono il contributo unificato, le spese di notifica e il compenso dell’avvocato. Nel decreto il giudice liquida di regola le spese a carico del debitore. Prima di iniziare riceve un preventivo scritto.
Cosa portare all’avvocato
- Fatture, contratto o preventivo accettato
- Documenti di consegna o di fine lavori
- Solleciti e risposte del debitore
- Dati del debitore: sede, partita IVA o codice fiscale
Riferimenti normativi
- art. 633 c.p.c. (condizioni)
- art. 634 c.p.c. (prova scritta)
- art. 641 c.p.c. (opposizione entro 40 giorni)
- art. 642 c.p.c. (esecuzione provvisoria)
Questa guida ha valore informativo e non sostituisce una consulenza sul caso concreto: i termini e le eccezioni dipendono dai fatti.
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